L’economia Usa peggiorerà, la Bce tagli i tassi

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L’economia Usa peggiorerà, la Bce tagli i tassi

Anna Guaita, dal nostro corrispondente

9 Marzo 2008, Il Messaggero

NEW YORK - L’economia Usa peggiorerà in primavera, e l’Europa farebbe bene a ripararsi dal contagio abbassando i tassi di interesse e stimolando l’economia. Il professor Dean Baker, direttore del think tank economico Center for Economic and Policy Research non ha peli sulla lingua nel dipingere il quadro che ci aspetta nei mesi a venire.

Perché questo pessimismo proprio per i mesi primaverili?

Perché l’influenza del settore immobiliare si sente di più da maggio in poi. Sono i mesi in cui si comprano e si costruiscono case nuove. Ma come conseguenza del rallentamento se ne costruiranno e se ne venderanno meno, il che significa che centinaia di migliaia di lavoratori che normalmente sarebbero assunti per la stagione, resteranno disoccupati.

Questo riguarda il settore immobiliare, ma come vede l’economia nel suo insieme?

Gli ultimi dati purtroppo ci dimostrano un grave rallentamento, con il mercato del lavoro in sofferenza su tutti i fronti, da quello finanziario a quello manufatturiero.

Un gruppo di economisti di tendenza liberal sostiene che questa crisi è almeno in parte conseguenza della guerra in Iraq, lei come risponde?

C’è solo un rapporto indiretto. La guerra toglie in media 180 miliardi di dollari all’anno all’economia, soldi che potevano essere usati per migliorare il settore trasporti, la sanità e l’istruzione. Cioè potevano rendere più forte il corpo del Paese, in modo che una volta esplosa la polmonite della recessione il corpo aveva la forza di riprendersi. Ma non direi che la polmonite sia causata dalla guerra.

Lei pensa che l’elezione di un nuovo presidente avrà un effetto psicologico positivo?

Dopo un’elezione c’è in genere una spinta di ottimismo. Ma qui abbiamo un problema di fondo: i consumatori americani, che sono la spina dorsale della nostra economia, sono in buona parte nell’incapacità reale di continuare a tenere i consumi alti. Devono fare economia. E comunque il problema di fondo è che dobbiamo ridurre il deficit commerciale, dobbiamo consumare più merci prodotte internamente e investire nel manufatturiero, che nell’ultima decade ha perso il 30 per cento della sua capacità.

Quindi dollaro ancora basso...

Sì, il dollaro resterà basso. Non vedo nessuno che desideri spingere in su il valore della nostra moneta, quando abbiamo tanto bisogno di ridurre il deficit commerciale. Tuttavia credo che il dollaro scenderà nei confronti delle monete asiatiche, ma riprenderà qualche punto sull’euro.

Lei vede il rischio che le difficoltà Usa si estendano anche all’Europa?

Oggi i Paesi hanno molte armi per difendersi dal contagio della recessione. Però se io fosse un leader europeo mi metterei a gridare alla Banca Centrale di abbassare i tassi al più presto...

Ma la Banca Europea è preoccupata dell’inflazione.

Ma non è un tasso di inflazione tanto alto. Noi qui calcoliamo solo il ”core”. Se calcolassimo l’aggregate, come in Europa, il nostro tasso di inflazione sarebbe più alto del vostro, eppure la Federal Reserve sta agendo sui tassi e sa che deve farlo, se vuole arginare l’emorragia.